Apri la confezione del tuo telefono nuovo e dentro trovi: il telefono, un cavo, una graffetta, un foglietto. Niente caricatore. Apple ha iniziato nel 2020, Samsung l'ha seguita, e ormai è quasi standard. La motivazione ufficiale è ambientale: ridurre i rifiuti elettronici. La motivazione vera è anche un'altra — vendere il caricatore separatamente — ma il punto qui è uno solo: quello che non è più in confezione, lo devi comprare.
E qui scatta il primo errore di molti: comprare a caso il primo caricatore "fast charge" che capita su Amazon. Ti spiego come fare a sceglierne uno giusto, in base al tuo telefono e a quello che ti serve davvero.
Cosa cercare: la regola dei tre numeri
Per non sbagliare un caricatore, ti servono tre informazioni semplici:
- Quanti Watt eroga. È la potenza di ricarica massima.
- Se supporta lo standard USB-C PD (Power Delivery). È il protocollo universale che funziona con quasi tutti i telefoni e portatili moderni.
- Quante porte ha. Una porta sola, o due/tre per caricare più dispositivi insieme.
Tutto il resto — "fast charge", "super fast", "turbo" — è marketing che cambia nome ogni anno. I tre numeri sopra sono la realtà.
Quanti Watt servono al tuo telefono
Comprare un caricatore più potente del necessario non danneggia il telefono: lo carica solo alla velocità massima che lui supporta. Comprarne uno più debole, invece, vuol dire ricaricare lentamente.
Indicativamente, ecco cosa supportano i telefoni più diffusi nel 2026:
- iPhone (dal 13 in poi): fino a 20–27 W via cavo. Comprare più di 30 W per un iPhone è inutile.
- Samsung Galaxy serie S: 25 W (modelli base) o 45 W (Ultra). Vale la pena prendere un caricatore da 45 W solo se hai un Ultra.
- Google Pixel: fino a 30 W.
- Xiaomi, Oppo, OnePlus top di gamma: 65–120 W con caricatore proprietario. Attenzione: questi caricatori usano spesso protocolli proprietari (SuperVOOC, HyperCharge): se non compri quello del tuo brand, riducono a 18–25 W.
- Telefoni di 4–5 anni fa: spesso 18 W bastano.
Per la maggior parte delle persone, un caricatore da 30 W con porta USB-C PD copre il 90% delle esigenze: telefono, auricolari, perfino un iPad o un piccolo portatile.
Perché il caricatore "originale" spesso non è la scelta migliore
Apple e Samsung vendono il loro caricatore di marca a prezzi alti, ma quasi mai sono il prodotto migliore. Tre motivi:
- Spesso sono meno potenti. Il "20 W USB-C Power Adapter" di Apple costa intorno ai 25 €. Per la stessa cifra, un Anker o Ugreen ti dà 30–45 W, multi-porta, più piccolo.
- Sono solo a una porta. Pagando 5–10 € in più puoi avere un caricatore con due o tre porte e ricaricare telefono, AirPods e un altro dispositivo dalla stessa presa.
- Usano tecnologia vecchia. Apple usa ancora il silicio standard. I caricatori moderni di terze parti usano GaN, e fanno la differenza.
GaN: la tecnologia che ha cambiato tutto
Da qualche anno a questa parte, i caricatori migliori usano GaN (nitruro di gallio, in inglese gallium nitride) al posto del classico silicio. Tradotto in pratica:
- Sono molto più piccoli. Un caricatore GaN da 65 W è grande come un pacchetto di sigarette; il vecchio equivalente era come un mattoncino.
- Si scaldano meno. Stanno collegati 24 ore al giorno senza diventare bollenti.
- Sono più efficienti. Sprecano meno energia in calore, ne lasciano passare di più al dispositivo.
Costano un 20–30% in più dei caricatori tradizionali, ma valgono ogni centesimo. Quando cerchi su Amazon, includi sempre la parola "GaN" nei filtri.
Cinque scenari, cinque caricatori giusti
Scenario 1 — Hai solo un iPhone o un Android base
Ti serve un caricatore da 30 W con USB-C PD, una porta sola. Costa 15–25 € da brand seri. Ricarica il tuo telefono alla massima velocità che supporta, è piccolo, ti dura anni.
Scenario 2 — Hai telefono + AirPods/cuffie wireless da caricare insieme
Vai su un caricatore GaN doppia porta da 35–45 W. Una porta dedicata al telefono, l'altra agli auricolari. Costa 25–35 €. Una sola presa elettrica per due dispositivi.
Scenario 3 — Hai anche un portatile (MacBook Air, Windows leggero)
Prendi un caricatore GaN da 65 W. Ricarica il portatile a piena velocità, e quando colleghi anche il telefono distribuisce automaticamente la potenza. Costa 35–55 €. Sostituisce il "mattone" del portatile e quello del telefono insieme.
Scenario 4 — Casa con più dispositivi (telefono, tablet, portatile, AirPods)
Un caricatore GaN da 100–140 W con tre o quattro porte diventa la "stazione di ricarica" centrale. Costa 60–90 €. Distribuisce la potenza in modo intelligente: se colleghi solo il telefono gli dà 65 W, se colleghi anche il portatile divide.
Scenario 5 — Viaggi spesso, hai bisogno di adattatori internazionali
Esistono caricatori GaN con prese intercambiabili (UK, USA, EU, AU). Pesano 200 grammi e fanno tutto da soli. Costano 50–70 €. Se viaggi 4–5 volte all'anno, ripaghi l'investimento subito.
Marchi affidabili (e quelli da evitare)
Le marche storicamente serie nei caricatori sono Anker, Ugreen, Belkin, RAVPower, Satechi, Apple, Samsung (sui modelli ufficiali). Hanno certificazioni reali, supporto, garanzia.
Da evitare: caricatori senza marca o con sigle inventate tipo "ZJKQM PRO" o "BLAVOR ULTRA", soprattutto se promettono 100 W a 7 €. Un caricatore GaN serio da 65 W non costa meno di 30 €: la fisica del componente lo impedisce. Sotto, hai in mano una potenziale fonte di rischio (incendio, danno al dispositivo) costruita con materiali scadenti.
Cerca certificazioni: marchio CE obbligatorio in Europa, e idealmente USB-IF certified per la conformità reale agli standard USB-C PD.
Tre errori comuni da evitare
- Comprare il caricatore solo dai watt più alti. Un caricatore da 100 W per un iPhone è uno spreco: il telefono comunque si ferma a 27 W.
- Pensare che "fast charge" significhi qualcosa di preciso. Senza la sigla USB-C PD, è una promessa di marketing che potrebbe non funzionare con il tuo telefono.
- Lasciar perdere il cavo. Il caricatore vale quanto il cavo che lo collega. Un cavo USB-C scadente da 60 W abbassa anche il caricatore migliore. Se hai cavi vecchi, considera anche di sostituire quelli — ne abbiamo parlato in un articolo apposta.
La morale
Comprare un caricatore nel 2026 sembra una banalità da 15 €, ma è una di quelle decisioni che ti accompagnano per anni. Spendere bene una volta — un GaN serio, della potenza giusta, di una marca affidabile — significa avere uno strumento che funziona perfettamente per ogni dispositivo che porterai a casa nei prossimi cinque anni.
Non comprare l'originale solo perché ce l'ha "il logo del telefono". Quasi sempre c'è di meglio, a meno o uguale prezzo, dalla parte giusta del mercato.
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