ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot, Perplexity. E poi Grok, Mistral, DeepSeek. Da fuori sembrano tutte la stessa cosa: scrivi una domanda, l'AI risponde. Ma se le usi davvero ti accorgi che fanno mestieri diversi — e sceglierne una a caso significa quasi sempre usarla male.
Ti spiego come orientarti, senza promesse e senza la parolina "rivoluzionaria" ogni due righe.
Premessa onesta che nessuno ti dice
Il mondo dell'AI cambia ogni 3-4 mesi. Quello che oggi è vero potrebbe non esserlo a fine anno: nuove versioni, nuovi prezzi, funzioni che compaiono e scompaiono. Quindi prendi i giudizi qui sotto come una fotografia di metà 2026, non come una verità eterna. Per le ultime novità, il sito ufficiale di ciascuno è sempre la fonte più affidabile.
Inoltre: nessuna AI è "la migliore in assoluto". La domanda giusta non è "quale uso?", ma "quale uso per cosa?".
I cinque nomi che contano davvero (e cosa fanno meglio)
ChatGPT (OpenAI)
Il più conosciuto, e non per caso. È quello con l'ecosistema più ampio: app desktop, app mobile, modalità voce, generazione immagini integrata, possibilità di creare "GPT personalizzati" senza programmare. Forte un po' su tutto: scrittura creativa, programmazione, traduzione, ragionamento.
Quando sceglierlo: se vuoi un'unica AI per fare tutto e ti interessa avere accesso anche alla generazione di immagini e alla modalità vocale dentro lo stesso strumento.
Limite: talvolta inventa fatti con sicurezza ("allucinazioni"), soprattutto su temi di nicchia o eventi recenti. Verifica sempre prima di copiare.
Claude (Anthropic)
Meno famoso del fratello americano ma molto apprezzato da chi scrive per lavoro. Tende a essere più preciso e cauto nella scrittura lunga, gestisce molto bene documenti pesanti (puoi caricarci PDF, contratti, libri interi e fargli domande sopra). Brava interfaccia, tono naturale.
Quando sceglierlo: se devi analizzare documenti lunghi, scrivere testi articolati, lavorare su contenuti dove la precisione conta più della creatività.
Limite: niente generazione di immagini integrata, ecosistema più piccolo, in Italia ancora poco diffuso (devi importarlo dagli Stati Uniti via web, ma funziona normalmente).
Gemini (Google)
L'AI di Google. Il suo vantaggio strategico è che è cucita dentro Google: Gmail, Documenti, Drive, Maps, Android. Se la tua vita digitale gira intorno all'ecosistema Google, ogni testo, email e ricerca può essere scritto o riassunto da Gemini senza uscire dall'app che stai già usando.
Quando sceglierlo: se usi Gmail e Google Docs ogni giorno, se hai un Android, o se vuoi un'AI che possa "guardare" dentro il tuo Drive.
Limite: qualità di scrittura ancora un gradino sotto a ChatGPT e Claude in italiano, ogni tanto è troppo prudente o impersonale. Sta migliorando velocemente, ma oggi è il "comodo" più che il "migliore".
Copilot (Microsoft)
L'AI di Microsoft, basata sui modelli OpenAI ma integrata dentro Windows e Office. Word ti riscrive il paragrafo, Excel ti spiega le formule, PowerPoint genera la slide. Vincita pratica: zero curva di apprendimento — è già lì, dove lavori.
Quando sceglierlo: se passi le giornate dentro Word, Excel, Outlook o Teams. Per chi lavora in azienda con Microsoft 365, spesso è già incluso senza pagare di più.
Limite: meno "intelligente" delle versioni complete di ChatGPT per ragionamenti complessi, e l'integrazione varia molto a seconda del piano Microsoft che hai.
Perplexity
L'odd-one-out della lista, perché non è un chatbot generalista: è un motore di ricerca AI. Gli fai una domanda, lui cerca sul web e ti risponde citando le fonti link per link. Sostituisce Google quando vuoi una sintesi veloce di un argomento, non un elenco di siti.
Quando sceglierlo: per ricerche su fatti, eventi recenti, confronti tra prodotti, decisioni di acquisto. Tutto quello dove ti serve una risposta con fonti verificabili, non un testo creativo.
Limite: non è bravo a scrivere o creare. È un cercatore, non uno scrittore.
Quale provare per primo? (decisione in 30 secondi)
Se devi proprio scegliere uno strumento da usare per primo:
- Vuoi sperimentare e fare un po' di tutto → ChatGPT. È il più maturo come prodotto consumer.
- Lavori molto con testi lunghi, documenti, scrittura → Claude.
- Vivi dentro Gmail e Google Docs → Gemini.
- Vivi dentro Word, Excel, Outlook → Copilot.
- Cerchi risposte con fonti, non testi creativi → Perplexity.
Quanto costa, davvero
Tutte e cinque hanno un piano gratuito sufficiente per testarle seriamente. Il piano a pagamento, in modo abbastanza coordinato, costa intorno ai 20–22 € al mese per ognuno (Perplexity è leggermente più economico, Copilot dipende dal pacchetto Microsoft 365 che hai).
Verità che nessuno ti dice: non ti serve abbonarti a tutte. Per la maggior parte delle persone, una sola sottoscrizione a pagamento più una o due gratuite copre il 95% dei casi. Inizia gratis, paga solo quando ti accorgi che la versione free non basta.
E la privacy? Discorso scomodo ma necessario
Tutto quello che scrivi a un'AI passa per i suoi server, quasi sempre fuori Italia. Per le chat normali (idee per la cena, riassumere un articolo) non è un problema. Per dati sensibili — informazioni personali di altre persone, dati medici, documenti aziendali riservati — non usare le versioni gratuite. Le versioni a pagamento, soprattutto i piani business, offrono garanzie migliori (i tuoi dati non vengono usati per addestrare i modelli). Leggi sempre le condizioni di privacy del piano specifico, non quelle generiche.
La morale
Non c'è una "AI migliore". C'è quella più adatta a quello che fai tu, oggi. Provane due o tre versioni gratuite per una settimana ciascuna sulle stesse domande reali — vedere le differenze in prima persona vale più di qualunque articolo (incluso questo). Poi pagane una sola, se serve.
E ricordati la regola d'oro: controlla sempre quello che ti dice un'AI prima di usarlo per qualcosa di importante. Sono brave, ma non sono mai infallibili. Nessuna delle cinque, nel 2026.
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